20 anni di Star Trek: Voyager

Jeri Ryan nel 2012
Jeri Ryan nel 2012

Il 16 gennaio 1995 debuttò la serie televisiva “Star Trek: Voyager”, ambientata nella stessa epoca della serie “Star Trek: Deep Space Nine“, che in quel periodo andava ancora in onda.

Quando “Star Trek: The Next Generation” si stava avviando alla sua fine, Paramount Pictures decise di creare una nuova serie della saga di Star Trek dopo aver visto che averne in onda due assieme aveva avuto successo. La nuova serie aveva anche lo scopo di promuovere il nuovo network televisivo UPN (United Paramount Network), nato da una collaborazione tra Paramount e Chris-Craft Industries tramite la sua sussidiaria United Television.

Le basi di “Star Trek: Voyager” vennero costruite nelle altre serie con la storia dei Maquis. Nell’episodio pilota “Dall’altra parte dell’universo” (“Caretaker”), l’astronave USS Voyager parte dalla stazione spaziale Deep Space Nine alla ricerca di un gruppo di Maquis ma trova molto più di quanto si aspettasse. La missione riesce ma la Voyager viene trasportata nel quadrante Delta, a 70.000 anni luce dalla Terra, subendo molte perdite nel turbolento viaggio.

L’idea di fondo era di creare una serie che tornasse a esplorare la frontiera in una situazione difficile, senza le comodità che spesso si erano viste in “Star Trek: The Next Generation”. Nelle precedenti serie di Star Trek si erano viste donne comandare astronavi della Federazione, nella nuova serie il Capitano Janeway comanda la Voyager, un deciso passo in avanti.

La serie racconta il viaggio della Voyager nel tentativo di tornare nei territori della Federazione. L’equipaggio è costituito dai superstiti della Voyager e da quelli dell’astronave Maquis, che devono imparare a lavorare assieme. A essi si aggiungono Neelix e Kes. A causa della morte dell’ufficiale medico, il medico olografico d’emergenza (MOE) diventa il medico di bordo.

Il cast di “Star Trek: Voyager” è costituito da:

  • Kate Mulgrew nel ruolo di Kathryn Janeway
  • Robert Beltran nel ruolo di Chakotay
  • Tim Russ nel ruolo di Tuvok
  • Robert Duncan McNeill nel ruolo di Tom Paris
  • Roxann Dawson nel ruolo di B’Elanna Torres
  • Garrett Wang nel ruolo di Harry Kim
  • Robert Picardo (foto ©Gage Skidmore) nel ruolo del Dottore
  • Ethan Phillips nel ruolo di Neelix
  • Jennifer Lien nel ruolo di Kes (stagioni 1-3)
  • Jeri Ryan (foto ©Commander Idham) nel ruolo di 7 di 9 (stagioni 4-7)

Purtroppo, molto presto si è visto che le premesse di “Star Trek: Voyager” sono state annacquate. Innanzitutto, i Maquis si sono integrati nell’equipaggio nel giro di un paio di episodi e nel resto della serie ci sono state rarissime occasioni per ricordare che si tratta di persone che si sono combattute. La scoperta che Seska, un’ex Maquis, era in realtà una cardassiana infiltrata e ciò che ne consegue non risolvono il problema.

Un altro degli elementi che dovevano caratterizzare la serie era quello delle risorse limitate disponibili. La Voyager si trova in territori sconosciuti, potenzialmente ostili, perciò l’equipaggio non sa mai quando potrà trovare nuove materie prime. Una delle misure prese è la limitazione dell’uso di replicatori e ancor di più dei ponti ologrammi, tanto da cucinare i pasti. Nonostante ciò in molti episodi si vede un uso puramente ricreativo del ponte ologrammi.

Lo scopo dell’equipaggio della Voyager è di tornare nei territori della Federazione in un tempo inferiore ai 75 anni previsti usando le possibilità dei motori dell’astronave. Nel corso della serie, riescono a trovare alcune “scorciatoie” e anche mettere le mani su tecnologie più avanzate. In quei casi però curiosamente esse funzionano per breve tempo e poi vengono totalmente dimenticate.

Nonostante i difetti, “Star Trek: Voyager” è andata avanti con discreto successo, anche facendo passare la Voyager per territori in cui ci sono i Borg. Il team di produzione decise di cambiare un po’ le cose per cercare di aumentare l’audience. Alla fine, Kes venne eliminata e sostituita da 7 di 9, un drone borg separato dal collettivo che pian piano impara a convivere con l’equipaggio e a scoprire la propria individualità.

Sicuramente la bellezza dell’attrice Jeri Ryan, esaltata dal costume di 7 di 9, era un elemento del suo successo. Per fortuna è anche una brava attrice e ha contribuito alla qualità di molti episodi. In particolare, ho avuto l’impressione che 7 di 9 lavorasse bene assieme al Dottore.

Robert Picardo alla San Diego Comic-Con International del 2011
Robert Picardo alla San Diego Comic-Con International del 2011

Al contrario, i Borg sono stati secondo me rovinati nella serie. Erano nati come collettivo impersonale quasi invincibile in “Star Trek: The Next Generation”, alla fine di “Star Trek: Voyager” erano quasi una barzelletta che dipendeva dagli umore della regina.

Nonostante i difetti, secondo me in “Star Trek: Voyager” ci sono anche parecchi buoni episodi, alcuni anche molto belli, ma ho sempre visto molti alti e bassi. Doveva essere una serie diversa dalle altre ma alla fine l’originalità è mancata fin troppo spesso, assieme al coraggio di avere l’equipaggio in costante difficoltà. Anche la coerenza era a volte carente: basti pensare a Janeway, che a seconda di come si svegliava era assolutamente ligia alle regole o se ne fregava totalmente.

Alla fine, secondo me “Star Trek: Voyager” ha più difetti che pregi ed è la serie che ha segnato la decadenza di Star Trek. È durata sette stagioni ma non è riuscita a realizzare il suo potenziale. Invece di arrivare là dove nessuno era mai giunto prima, è la serie che ha cominciato ad andare pigramente dove tutti erano già arrivati da tempo.



3 Comments


  1. sono d’accordo in parte…
    un equipaggio con problemi di risorse e/o di convivenza tra maquis e non risultava troppo cupa x me, snaturando quello che era sempre stato star trek…
    ma è vero che i borg sono stati ridotti a macchiette…
    e gli 8472 sfruttati poco e male (il loro raggio che distrugge un cubo borg ma la voyager resiste ahahahahahah)

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