Identificato il millesimo esopianeta grazie al telescopio spaziale Kepler, tra gli ultimi anche alcuni potenzialmente abitabili

I pianeti più promettenti scoperti grazie al telescopio spaziale Kepler e le loro dimensioni in proporzione alla Terra (Immagine NASA)
I pianeti più promettenti scoperti grazie al telescopio spaziale Kepler e le loro dimensioni in proporzione alla Terra (Immagine NASA)

Al 225° meeting dell’American Astronomical Society è stata annunciata l’identificazione del millesimo esopianeta verificato usando le osservazioni del telescopio spaziale Kepler. Ormai si tratta di routine ma la cosa interessante è che tra i pianeti verificati ce ne sono otto che hanno una dimensione inferiore al doppio della Terra e sono nella zona abitabile della loro stella.

Secondo Guillermo Torres del Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA), principale autore dello studio che ha portato alla verifica di questi nuovi esopianeti, essi hanno buone probabilità di essere rocciosi come la Terra. Due di essi, Kepler-438b e Kepler-442b, sono tra i più simili alla Terra mai trovati.

Kepler-438b è distante circa 470 anni luce dalla Terra. Ha un diametro che è il 12% più grande della Terra e ha il 70% di probabilità di essere un pianeta roccioso. Il suo periodo orbitale è di soli 35,2 giorni ma la stella Kepler-438 è una nana rossa la cui massa è circa metà di quella del Sole, perciò è anche molto più fioca. La conseguenza è che il pianeta riceve circa il 40% di luce in più rispetto alla Terra.

Kepler-442b è distante circa 1.100 anni luce dalla Terra. Ha un diametro che è circa il 33% più grande della Terra e ha il 60% di probabilità di essere un pianeta roccioso. Il suo periodo orbitale è di circa 112 giorni. La stella Kepler-442 è anch’essa una nana rossa, in questo caso di classe K, con una massa che è circa il 60% di quella del Sole. Il pianeta riceve circa due terzi di luce rispetto alla Terra.

Un altro nuovo pianeta verificato è Kepler-440b ma è ben più vicino ai limiti della cosiddetta zona Goldilocks di abitabilità. Esso è distante circa 850 anni luce dalla Terra ed è circa l’86% più grande della Terra. Il suo periodo orbitale è di 101,1 giorni ma la stella Kepler-440 è una nana rossa la cui massa è circa la metà del Sole. Il pianeta riceve molta meno luce rispetto alla Terra ma se ci fosse un’atmosfera adatta ci potrebbe essere comunque acqua liquida sulla superficie, almeno in una parte di essa.

Kepler-438b e Kepler-442b sono tra i più promettenti per il potenziale di abitabilità, assieme al pianeta Kepler-62f, la cui scoperta venne annunciata nell’aprile 2013, e il pianeta Kepler-186f, la cui scoperta venne annunciata nell’aprile 2014. A causa delle loro dimensioni simili a quelle della Terra, Kepler-438b e Kepler-442b sono stati identificati usando un software chiamato BLENDER, che gira sul supercomputer della NASA Pleiades. Esso analizza i dati delle osservazioni di stelle per rilevare anomalie che possono essere causate dal passaggio di pianeti.

La distanza di Kepler-438b e Kepler-442b dalla Terra rende difficile effettuare osservazioni più accurate. È probabile che dovremo attendere la prossima generazione di strumenti astronomici per poter stabilire se sono effettivamente pianeti rocciosi e se hanno un’atmosfera che li renda davvero abitabili. Nel frattempo, è possibile che vengano scoperti altri pianeti promettenti e più vicini.



3 Comments



  1. Per me che sono una grandissima appassionata di telescopi e di astronomia in generale è stato un piacere leggere, se pur in ritardissimo, questo articolo. Mi sapreste dare un ulteriore link di approfondimento?
    Grazie!!

    Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *