È un successo il lancio della sonda spaziale giapponese Hayabusa 2

La sonda spaziale Hayabusa 2 al decollo sul un razzo vettore H-IIA 202 (Foto cortesia JAXA. Tutti i diritti riservati)
La sonda spaziale Hayabusa 2 al decollo sul un razzo vettore H-IIA 202 (Foto cortesia JAXA. Tutti i diritti riservati)

Poche ore fa la sonda spaziale Hayabusa 2 è stata lanciata su un razzo vettore H-IIA 202 dal complesso di lancio Yoshinobu del centro di Tanegashima della JAXA, l’agenzia spaziale giapponese. Dopo quasi due ore Hayabusa 2 si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo cominciando il suo lungo viaggio verso l’asteroide (162173) 1999 JU3.

La missione Hayabusa 2 è un seguito della precedente missione Hayabusa, il cui nome significa falco pellegrino, lanciata il 9 maggio 2003. Essa aveva raggiunto l’asteroide di tipo NEO (Near-Earth Object) 25143 Itokawa nel settembre 2005. Essa scese sull’asteroide, non in un vero atterraggio ma piuttosto toccandolo per raccogliere qualche campione da riportare sulla Terra. La sonda spaziale Hayabusa aveva anche un piccolo lander chiamato Minerva che doveva compiere un vero atterraggio ma la manovra fallì ed esso sfuggì alla debolissima forza di gravità dell’asteroide.

Vari problemi tecnici ai giroscopi e ad altri sistemi della sonda spaziale Hayabusa rischiarono di far fallire la missione. Per qualche tempo la JAXA perse il contatto con Hayabusa, aumentando i rischi per una sonda in condizioni tutt’altro che ottimali nel corso di una missione pionieristica. Invece, non solo la JAXA riprese il controllo di Hayabusa ma nel giugno 2010 la capsula contenente i campioni dell’asteroide Itokawa venne recuperata e la polvere venne analizzata.

Nel 2003, quando la missione Hayabusa era in corso, la JAXA ottenne l’approvazione di un seguito, diventato la Hayabusa 2. Questa seconda sonda spaziale è un’evoluzione della prima con sistemi più avanzati che dovrebbero aumentare le probabilità della sua riuscita. Dopo il fallimento del lander della prima missione, stavolta la sonda porta con sé ben tre lander Minerva simili a quello andato perduto.

Si tratta sempre di una missione giapponese ma nel 2013 è stata annunciata una collaborazione con le agenzie spaziali tedesca (DLR) e francese (CNES), che hanno progettato e costruito il lander MASCOT (Mobile Asteroid Surface SCOuT). Esso deriva dagli studi effettuati da queste agenzie lavorando con l’ESA al lander Philae ma anche da quelli per la missione Marco Polo, una collaborazione tra ESA e JAXA per far atterrare un lander su un asteroide in un progetto poi abbandonato.

L’obiettivo della missione Hayabusa 2 è l’asteroide (162173) 1999 JU3, che ha una forma quasi sferica con un diametro di poco più di 900 metri. Esso appartiene alla classe Apollo, un gruppo di asteroidi di tipo NEO il cui semiasse maggiore dell’orbita è maggiore di quello della Terra e un perielio inferiore all’afelio della Terra. Questa definizione molto tecnica indica oggetti potenzialmente pericolosi perché la loro orbita incrocia quella del nostro pianeta.

L’arrivo della sonda spaziale Hayabusa 2 è previsto per il luglio 2018. Dovrebbe trascorrere un anno studiando l’asteroide (162173) 1999 JU3, raccogliere campioni dalla sua superficie, ripartire e tornare sulla Terra nel dicembre 2020.



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