A noi vivi di Robert A. Heinlein

A noi vivi di Robert A. Heinlein
A noi vivi di Robert A. Heinlein

Il romanzo “A noi vivi” (“For Us, The Living”) di Robert A. Heinlein è stato pubblicato per la prima volta nel 2003. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1505 di “Urania” e nel n. 142 di “Urania Collezione” nella traduzione di Silvia Castoldi. Quest’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Perry Nelson sta guidando la sua automobile quando una gomma si buca e finisce fuori strada cadendo in un precipizio. Quando si risveglia viene soccorso da Diana ma per lui comincia una gran confusione perché la ragazza gli dice che è il 7 gennaio 2086 me lui ha avuto l’incidente il 12 luglio 1939.

In un secolo e mezzo, la società americana è cambiata enormemente e per Perry Nelson a volte è davvero difficile adattarsi a nuove usanze. Per lui, abituarsi alla nuova situazione vorrà dire soprattutto rimettere in discussione le sue vecchie convinzioni. I cambiamenti sociali saranno per lui i più difficili da capire e accettare.

“A noi vivi” è il primo romanzo scritto da Robert A. Heinlein. All’epoca venne respinto da un paio di editori, l’autore abbandonò le speranze di pubblicarlo ed esso venne dimenticato per parecchi decenni. In maniera fortunosa, l’ultima copia rimanente del dattiloscritto venne ritrovata dopo la morte di Heinlein e il romanzo venne pubblicato.

Tecnicamente, “A noi vivi” è un romanzo ma la trama è molto esile, una scusa per mettere assieme una serie di lezioni sociali, politiche ed economiche su un futuro utopico. Le basi di questo romanzo erano già poco originali all’epoca dato che Robert A. Heinlein si era ispirato ad autori precedenti.

Edward Bellamy aveva pubblicato “Guardando indietro, 2000-1887” (“Looking Backward: 2000-1887”) nel 1888. In questo romanzo, il protagonista si addormenta nel 1887 e si risveglia nel 2000. H.G. Wells aveva pubblicato “Quando il dormiente si sveglierà”, conosciuto anche come “Il risveglio del dormiente” (“When the Sleeper Wakes”) per la prima volta nel 1898-1899 e in una nuova versione nel 1910. In questo romanzo, il protagonista si addormenta nel 1897 e si sveglia oltre due secoli dopo.

Robert A. Heinlein utilizzò una struttura narrativa analoga a quella di Bellamy e Wells ispirandosi anche ad altri romanzi per altri elementi. Nel suo romanzo, racconta lo shock culturale subito da Perry Nelson e la sua progressiva scoperta degli USA del 2086. Nel corso della sua carriera, a volte l’autore aveva predicato le sue tesi invece di raccontare le sue storie. Leggendo “A noi vivi” viene da pensare che successivamente abbia contenuto questa tendenza.

Intendiamoci, le lezioni contenute in questo romanzo sono tutt’altro che banali e se pensiamo che esso venne scritto nel 1938-1939 le idee esposte sono davvero avanti a quei tempi. In certi casi, gli elementi sociali ed economici sono ancora molto attuali e se Robert A. Heinlein fosse ancora vivo oggi sarebbe interessante sapere cosa penserebbe della situazione odierna degli USA.

Ad esempio, in “A noi vivi”, viene affrontato il problema dell’influenza sulla politica delle grandi aziende. Le banche vengono indicate come uno dei maggiori problemi nell’economia. Le religioni organizzate vengono considerate negativamente perché cercano di imporre a tutti la loro ristretta visione morale.

La struttura di “A noi vivi” non lo rende esattamente una lettura fluida perciò viene il dubbio che il romanzo venne respinto non solo perché le idee contenute erano troppo radicali per l’epoca. Oggi può essere interessante leggerlo soprattutto per i fan di Robert A. Heinlein o per chi comunque è interessato a quest’autore.

Leggere “A noi vivi” non vuol dire solamente scoprire un esperimento letterario risalente all’inizio della carriera di uno dei più grandi scrittori della storia della fantascienza. Questo romanzo contiene idee che nel corso della sua carriera sviluppò in tante sue opere, incluse alcune di quelle più celebri.

Per chi ha già letto varie opere di Robert A. Heinlein, riconoscere i semi contenuti in questo romanzo può essere una sorta di gioco. Ciò mostra come Heinlein avesse cominciato a rimuginare su quelle idee già negli anni ’30. Nel caso di quelle legate alla morale e al sesso ci sono voluti decenni prima che le potesse esprimere nelle sue opere.

Alla fine, “A noi vivi” può essere interessante come trattato che descrive una possibile utopia futura. Probabilmente, vi piacerà in maniera proporzionale a quest’autore perciò se non vi piace troverete questo romanzo noioso ma se siete suoi fan è un’opera da avere.



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