Creatura del fuoco di Ian Watson

Creatura di fuoco di Ian Watson (edizione britannica)
Creatura di fuoco di Ian Watson (edizione britannica)

Il romanzo “Creatura del fuoco” (“The Fire Worm”) di Ian Watson è stato pubblicato per la prima volta nel 1988. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1599 di “Urania” nella traduzione di Marina Visentin. Quest’edizione è disponibile in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

John Cunningham è uno psichiatra che ha una sorta di doppia vita in cui il suo alter-ego Jack Cannon è uno scrittore horror. Per mantenere la sua reputazione medica, non rivela alcuna informazione sulla sua vera identità, neppure al suo editore. Tuttavia, la sua seconda identità è per lui come una seconda personalità.

Nel suo lavoro di psichiatra, John Cunningham utilizza una terapia di regressione ipnotica per aiutare i suoi pazienti a capire le cause dei loro problemi e a superarli. Per lui è solo uno strumento ma crede che le vite precedenti di cui i suoi pazienti gli raccontano sotto ipnosi siano solo proiezioni della loro vera vita. Quando però Tony comincia a raccontargli storie risalenti ai secoli passati comincia a pensare che le sue storie possano essere vere e dietro la leggenda della Creatura di Lambton ci possa essere una terrificante realtà.

Nel 1986, Ian Watson pubblicò un racconto intitolato “Jingling Geordie’s Hole” sulla rivista “Interzone” che racconta una storia connessa al folklore inglese. Solo successivamente, l’autore decise di espandere notevolmente la storia attorno al racconto e scrisse il romanzo “Creatura del fuoco”.

Ian Watson è un autore che ha sempre mischiato vari generi perciò è praticamente impossibile etichettarlo. “Creatura del fuoco” mette assieme elementi di horror, anche dai toni lovecraftiani, in una storia che include la reincarnazione e l’ipnosi regressiva e può quindi essere considerata fantascienza o fantasy. A ciò si aggiunge il tema della sessualità, che nel romanzo viene trattata dal punto di vista della seconda metà degli anni ’80, quando esplose il problema dell’AIDS.

La storia e incentrata attorno allo psichiatra John Cunningham sia dal punto di vista personale che per quanto riguarda i suoi trattamenti basati sull’ipnosi regressiva. Lo sviluppo dei personaggi è diverso dal solito perché quasi tutti sono in qualche modo frammentati: Cunningham perché ha un alter-ego che fa lo scrittore horror e i suoi pazienti perché hanno vite passate.

Per John Cunningham, Jack Cannon non è semplicemente un nome d’arte che serve mantenere la sua identità nascosta ma un vero e proprio alter-ego con una sua personalità. Nel corso del romanzo, John e Jack parlano tra di loro e dall’utilizzo della narrazione in prima persona, contrapposta a quella in terza persona, il lettore può capire il personaggio e il rapporto che ha con se stesso.

Ancora più complessa è la parte del romanzo dedicata alla regressione ipnotica, principalmente quella di Tony. Varie storie raccontano episodi di diverse vite passate fino ad arrivare nel medioevo. Andando indietro nel tempo, John Cunningham scopre una serie di collegamenti con la leggenda della Creatura di Lambton che lo convincono che ci sia qualcosa di vero.

Secondo me, “Creatura del fuoco” è riuscito solo in parte. Il romanzo è del 1988, quando gli standard permettevano di scrivere romanzi di una certa lunghezza anche nel mercato britannico. Tuttavia, questo romanzo è relativamente breve, attorno alle 150 pagine nell’edizione italiana. Per una storia che mette assieme elementi di vari generi in una trama frammentata in parti ambientate in secoli diversi sono troppo poche.

Ian Watson riesce a sviluppare bene il protagonista e la sua personalità divisa tra John Cunningham e Jack Cannon e in generale i personaggi sono un punto di forza del romanzo. L’impressione finale però è di più storie collegate in maniera non sempre omogenea piuttosto che di un’unica storia sulla Creatura di Lambton.

Ian Watson è un autore che ha scritto molto spesso storie in cui ha messo assieme elementi apparentemente del tutto slegati con grande immaginazione. Anche in “Creatura del fuoco” si ispira al folklore inglese, quindi un elemento non certo originale, per creare una storia molto particolare. Questa scelta è apprezzabile ma anche difficile, infatti non sempre Watson riesce a far funzionare completamente le sue storie.

Complessivamente, trovo che “Creatura del fuoco” sia un romanzo per certi versi molto intrigante ma è difficile consigliarlo perché è particolare e per i suoi difetti. Probabilmente è più adatto a chi conosce già Ian Watson e sa apprezzarne lo stile.



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