Nuovi dettagli sul problema avuto dall’astronauta Luca Parmitano alla sua tuta spaziale

L'astronauta Luca Parmitano (Foto ESA - A. Le Floc'h)
L’astronauta Luca Parmitano (Foto ESA – A. Le Floc’h)

Il 16 luglio, l’astronauta Luca Parmitano aveva iniziato una “passeggiata spaziale”, un’attività extraveicolare all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale assieme al collega Chris Cassidy per effettuare alcuni lavori di manutenzione e riparazione. L’operazione doveva durare circa sei ore e mezza ma dopo meno di due ore è stata interrotta perché dell’acqua si stava riversando all’interno del casco della tuta spaziale di Parmitano. Ora sono stati rilasciati maggiori dettagli su questo problema.

Circa un’ora dopo l’inizio della passeggiata spaziale, Luca Parmitano si era accorto di avere un po’ d’acqua nel casco. Inizialmente, il problema non era stato considerato grave perché la quantità d’acqua era ridotta ma col passare dei minuti la quantità era aumentata. La situazione stava rapidamente diventando pericolosa e il controllo missione aveva deciso di interrompere l’attività extraveicolare.

Il rientro nella Stazione Spaziale Internazionale è stato difficoltoso perché a quel punto Luca Parmitano era praticamente accecato dall’acqua e doveva stare attento a non respirarla perché avere una crisi di tosse mentre si indossa una tuta spaziale non è un problema banale. Nello spazio non si può certo correre perciò Parmitano, pur con l’aiuto del collega Chris Cassidy, ci ha messo un po’ per rientrare e con fatica.

La prima ipotesi sull’origine del problema era che l’acqua da bere fosse fuoriuscita dal piccolo serbatoio nella tuta spaziale. L’indagine iniziata immediatamente dopo il rientro di Luca Parmitano ha però permesso di stabilire che l’acqua usata per refrigerare la tuta era penetrata nel sistema di ventilazione del casco.

Oltre un litro d’acqua era entrato nel casco di Luca Parmitano e alla fine il rischio per la sua incolumità è stato grave. Nella microgravità della Stazione Spaziale Internazionale l’acqua tende a coagularsi in gocce e palline che tendono ad attaccarsi alle superfici con cui vengono a contatto. C’era perfino il rischio che Parmitano soffocasse.

Qualche giorno fa una navicella spaziale Progress ha portato sulla Stazione Spaziale Internazionale uno speciale kit di riparazione che dovrebbe aiutare gli astronauti a individuare con precisione il guasto nella tuta spaziale di Luca Parmitano. Per fortuna, l’operazione interrotta non era urgente perciò è possibile procedere con calma alla riparazione prima di stabilire una nuova data per riprendere il lavoro e sarà possibile utilizzare una tuta spaziale russa se quella americana usata da Parmitano non sarà riparata in maniera soddisfacente.

Luca Parmitano e i suoi colleghi sono addestrati per affrontare situazioni d’emergenza e mantenendo i nervi saldi l’astronauta italiano non ha subito danni alla salute. La sua disavventura ci ricorda però che nello spazio un problema banale come una perdita d’acqua può essere potenzialmente fatale.



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