ALMA, il più grande radiotelescopio del mondo, è stato ufficialmente inaugurato

Alcune antenne di ALMA (Foto ESO/C. Malin)
Alcune antenne di ALMA (Foto ESO/C. Malin)

Ieri è stato inaugurato ufficialmente l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), un radiointerferometro astronomico costruito nel deserto di Atacama, nel Cile settentrionale, composto da 66 antenne da 12 e 7 metri in grado di osservare lunghezze d’onda millimetriche e sub-millimetriche. Lo scopo di ALMA è di studiare la nascita di stelle e pianeti, anche nell’universo primordiale.

Il progetto ALMA è nato dall’unione di tre progetti diversi: il Millimeter Array (MMA) americano, il Large Southern Array (LSA) europe e il Large Millimeter Array (LMA) giapponese. L’accordo originale venne siglato nel 1997 tra l’European Southern Obseravatory (ESO) e il National Radio Astronomy Observation (NRAO) per unire MMA e LSA prendendo le loro caratteristiche migliori.

Il primo progetto, che ovviamente includeva anche il Cile, venne chiamato Atacama Large Millimiter Array ma negli anni successivi Canada, Spagna e Giappone vi si unirono e nel 2004 venne raggiunto l’accordo per realizzare un array ancora più potente in grado di osservare anche lunghezze d’onda sub-millimetriche, da cui il nome definitivo.

Gli osservatori astronomici, e tanto più array sensibili come ALMA, hanno bisogno di condizioni ottimali come l’altitudine e condizioni meteorologiche stabili per minimizzare i disturbi causati dall’atmosfera, devono essere lontane da città per evitare l’inquinamento luminoso ma ovviamente hanno bisogno di strade per i collegamenti logistici. Il deserto di Atacama è probabilmente il luogo più asciutto del mondo ed è praticamente sterile e l’altopiano di Chajnantor è a circa 5.000 metri di altitudine, ovvero condizioni ideali.

Al contrario, le condizioni per il trasporto delle antenne da 115 tonnellate ciascuna che compongono l’array sono terribili. Due veicoli a 24 ruote e motori dalla potenza di 500 KW sono stati costruiti appositamente per questo lavoro. Gli autisti avevano a loro disposizione una bombola di ossigeno per riuscire a respirare una volta arrivati a quote elevate.

Per gestire l’array di antenne è stato costruito uno dei supercomputer più potenti del mondo. La sua potenza di calcolo si avvicina a quella di Titan, l’attuale detentore del titolo di più potente del mondo, ma la classifica include solo computer con un utilizzo generico mentre quello di ALMA ha uno scopo specifico.

Nell’estate 2011 erano state installate abbastanza antenne da poter cominciare i test di ALMA e nell’autunno 2011 l’array divenne ufficialmente operativo, anche se a potenza ridotta. Nei mesi successivi sono state effettuate parecchie osservazioni come quelle dei sistemi delle stelle Fomalhaut e HD 142527.

L’inaugurazione avvenuta ieri, con il presidente del Cile Sebastián Piñera come ospite d’onore, segna il passaggio di ALMA alla fase di pieno funzionamento. Alcuni obiettivi per le osservazioni sono già stati individuati, altri verranno stabiliti, in ogni caso possiamo aspettarci altre scoperte.



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