Buon compleanno Hakeem Olajuwon!

Hakeem Olajuwon (Foto cortesia Special Collections, University of Houston Libraries)
Hakeem Olajuwon (Foto cortesia Special Collections, University of Houston Libraries)

Hakeem Abdul Olajuwon è nato il 21 gennaio 1963 a Lagos, in Nigeria.

Da ragazzino, Hakeem Olajuwon giocò a calcio come portiere e solo a 15 anni cominciò a giocare a basket. Si trasferì negli U.S.A. per frequentare all’università di Houston grazie alla raccomandazione di un amico dell’allenatore della squadra di basket Guy Lewis. Nel primo anno, Olajuwon non potè giocare perché non ricevette in tempo il permesso dalla NCAA ma negli anni successivi contribuì a portare la sua squadra a tre Final Four consecutive.

Assieme ai compagni di squadra, tra cui Clyde Drexler, Hakeem Olajuwon formò una sorta di confraternita chiamata Phi Slama Jama per la grande capacità dei giocatori di schiacciare. Nel 1983 venne eletto miglior giocatore del torneo NCAA pur non giocando nella squadra che vinse il titolo, un evento davvero raro che testimoniava il suo valore.

Nel 1984, Hakeem Olajuwon fu la prima scelta assoluta nel draft NBA e andò a giocare negli Houston Rockets formando assieme a Ralph Sampson le originali “Twin Towers” della lega. In quello stesso draft entrarono nell’NBA altri giocatori straordinari che però vennero scelti dopo di lui a cominciare da Michael Jordan ma anche Charles Barkley e John Stockton.

Nel 1986 gli Houston Rockets raggiunsero le finali NBA ma mostrarono tutta la loro inesperienza contro i Boston Celtics di Larry Bird e altre stelle che invece avevano già giocato varie finali assieme. I Rockets persero le finali per 4-2.

Nelle stagioni successive, Hakeem Olajuwon ebbe ottime statistiche ma gli Houston Rockets non riuscirono a tornare alle finali. Ralph Sampson ebbe seri problemi di infortuni e venne scambiato sul mercato e la squadra non trovò più la giusta chimica. Nella stagione 1990-91 Olajuwon fu costretto a saltare parecchie partite a causa di una frattura all’orbita di un occhio rimediata durante una gara. Nella stagione successiva, saltò due settimane a causa di un battito cardiaco accelerato e alla fine i Rockets non raggiunsero neppure i playoff.

I rapporti tra Hakeem Olajuwon e la diregenza degli Houston Rockets divennero tesi e ci fu anche la possibilità che il giocatore fosse ceduto sul mercato. Alla fine però non se ne fece nulla e con l’arrivo dell’allenatore Rudy Tomjanovich le cose cominciarono a migliorare. Nel 1994 i Rockets tornarono alle finali NBA e sconfissero i New York Knicks per 4-3 alla fine di una durissima serie. Olajuwon fu eletto MVP delle finali dopo essere già stato eletto MVP della stagione regolare e miglior difensore dell’anno.

Nella stagione 1994-1995 Hakeem Olajuwon perse otto partite per un problema di anemia ma grazie anche ad uno scambio sul mercato che portò Clyde Drexler a Houston la squadra riuscì a vincere il secondo titolo NBA di fila sconfiggendo in finale gli Orlando Magic del giovane Shaquille O’Neal. Olajuwon fu eletto nuovamente MVP delle finali.

Hakeem Olajuwon aveva giocato per la nazionale junior della Nigeria perciò quando divenne cittadino americano nel 1993 non potè giocare per la nazionale degli U.S.A. ma per le Olimpiadi del 1996 ricevette un’esenzione dalla FIBA e potè vincere la medaglia d’oro ai Giochi di Atlanta.

Nelle stagioni successive, gli Houston Rockets non riuscirono più a tornare alle finali nonostante l’arrivo di Charles Barkley nel 1996 e quello di Scottie Pippen nel 1998. Nel 2001 Olajuwon venne ceduto ai Toronto Raptors e nel 2002 decise di ritirarsi a causa di problemi alla schiena.

Hakeem Olajuwon, soprannominato The Dram a Houston, è stato famoso per il suo Dream Shake, una serie di movimenti vicino a canestro perfezionati nel tempo eseguiti con grande velocità e coordinazione. Il Dream Shake metteva in enorme difficoltà i difensori, che venivano messi fuori equilibrio dalle sue finte e dai giri sul piede perno. Oggi insegna ancora ai giovani lunghi a muoversi vicino al canestro e nel 2008 è stato inserito nell’Arca di Gloria del basket, uno dei tanti riconoscimenti ad un giocatore davvero straordinario.

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