R.I.P. Carlo Rambaldi

Ci ha lasciati il grande maestro degli effetti speciali cinematografici Carlo Rambaldi.

Carlo Rambaldi nacque il 15 settembre 1925 a Vigarano Mainarda. Si laureò all’Accademia di belle arti di Bologna e negli cominciò a lavorare nel cinema creando il drago per il film “Sigfrido” del 1957.

Carlo Rambaldi divenne presto celebre per i suoi effetti speciali e lavorò con diversi registi, da Mario Monicelli a Dario Argento. Inevitabilmente, lavorava prevalentemente alla produzione di film horror e di fantascienza.

Nel 1972, Carlo Rambaldi fu costretto a presentare in tribunale i pupazzi utilizzati per simulare una vivisezione canina mostrata nel film “Una lucertola con la pelle di donna” perché il regista Lucio Fulci venne accusato di maltrattamento degli animali.

Dopo aver lavorato a celebri film italiani come “Profondo rosso”, Carlo Rambaldi cominciò a lavorare per produzioni di Hollywood, anche di altissimo livello. Assieme a vari colleghi, vinse tre premi Oscar per gli effetti visivi e per gli effetti speciali: per “King Kong” del 1976, per “Alien” del 1979 e per “E.T. l’extra-terrestre” del 1982.

Nel corso degli anni, Carlo Rambaldi lavorò per molti altri film, anche di alto livello come “Incontri ravvicinati del terzo tipo” del 1977 e “Dune” del 1984.

Da parecchi anni, Carlo Rambaldi viveva a Lamezia Terme.

Carlo Rambaldi fu fino alla fine un sostenitore della meccatronica, gli effetti speciali ottenuti creando grazie a meccanica ed elettronica. Sosteneva infatti che gli effetti speciali digitali costavano molto di più e richiedevano molto più tempo per la loro produzione rispetto a quelli meccatronici. Certo, Rambaldi era il più grande rappresentante degli artisti che creano effetti speciali meccatronici perciò i suoi erano migliori di qualunque soluzione digitale.

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