Flux di Stephen Baxter

Antologia contenente i romanzi della Sequenza Xeelee: Raft, Infinito, Flux e Ring
Antologia contenente i romanzi della Sequenza Xeelee: Raft, Infinito, Flux e Ring

Il romanzo “Flux” di Stephen Baxter è stato pubblicato per la prima volta nel 1993. È considerato il terzo romanzo della Sequenza Xeelee. È inedito in Italia.

Il glitch, l’instabilità del campo magnetico in una pulsar causato da cambiamenti nella rotazione della stella, più potente mai visto dagli esseri umani distrugge la rete di corde in cui viveva un gruppo di umani uccidendo parecchi di loro e provocando anche la perdita di molto del loro cibo.

Tra i sopravvissuti, Dula, suo fratello Farr, l’anziano Adda e Philas vanno in cerca di altro cibo ma Adda viene ferito gravemente da una scrofa. Mentre Philas torna dal gruppo di sopravvissuti, gli altri incontrano un abitante di Parz City che li porta all’ospedale dove Adda può essere curato.

Dula e Farr devono trovare un lavoro per pagare le cure di Adda ma anche Parz City viene minacciata da nuove potenti instabilità. Qualcuno pensa che esse siano causate dai leggendari Xeelee ma molti considerano quelle storie alla stregua di fiabe.

Pur essendo considerato il terzo romanzo della Sequenza Xeelee, “Flux” è il primo in cui questi misteriosi alieni appaiano effettivamente. È ambientato in una stella di neutroni, uno degli ambienti più strani in cui sia possibile ambientare una storia.

L’inizio di “Flux” può sconcertare il lettore a causa dell’ambientazione molto particolare e perché Stephen Baxter utilizza nomi familiari per oggetti o creature che invece non lo sono. Ben presto, risulta chiaro che gli esseri umani protagonisti del romanzo hanno dimensioni microscopiche grazie ai riferimenti a varie lunghezze. Termini come “maiali” e “legno” sono utilizzati per riferisi a forme di vita native della stella di neutroni.

I protagonisti di “Flux” si comportano come normali esseri umani eppure nel corso del romanzo vengono fornite varie informazioni che mostrano come la loro fisiologia e i loro sensi siano completamente diversi da quelli dei normali esseri umani. Questi microscopici esseri umani viaggiano manipolando i flussi di campi magnetici all’interno della stella di neutroni.

In questo stranissimo ambiente, questi esseri umani vivono in una società preindustriale che invece è facile da comprendere perché sia quella esistente a Parz City che quella del gruppo nomade sono molto simili a tanti casi analoghi della storia dei normali esseri umani sulla Terra.

Parte di “Flux” riguarda l’origine di questi esseri umani miniaturizzati e il motivo per cui la stella in cui abitano è stata attaccata dagli Xeelee. Come nel precedente romanzo della Sequenza Xeelee “Infinito“, ci sono riferimenti al Ring, una nuova anticipazione per il prossimo romanzo.

L’ambientazione in un luogo strano come una stella di neutroni è decisamente l’elemento migliore di “Flux”. Solo Hal Clement e pochissimi altri autori sono riusciti a descrivere in maniera così precisa e plausibile ambienti così estremi. Con questo romanzo dunque Stephen Baxter dimostra ancora di essere uno dei più importanti autori di fantascienza “hard”.

Nel caso di “Flux”, i protagonisti sono esseri umani che tuttavia dal punto di vista fisico sono più strani della maggior parte degli alieni visti nelle storie di fantascienza, visto che i loro corpi sono simili a quelli dei normali esseri umani solo per quanto riguarda la forma. Viene da chiedersi se Stephen Baxter non abbia esagerato nell’avere personaggi così minuscoli perché sembra improbabile che creature così piccole possano avere una mente complessa come quella umana.

Esaminando con attenzione le informazioni fornite da Stephen Baxter sui microscopici esseri umani di “Flux”, è possibile che esse risultino poco plausibili anche in altri punti. Non è comunque facile valutare esattamente cosa sia davvero possibile in un ambiente come una stella di neutroni.

La storia di “Flux” avviene in uno degli ambienti più esotici mai descritti mentre la trama al confronto è quasi banale. È quasi come se Stephen Baxter avesse usato la sua inventiva quasi solo per immaginare la vita in una stella di neutroni e gliene fosse rimasta ben poca per la storia vera e propria.

I personaggi sono comunque ben sviluppati, soprattutto la protagonista Dura, che ha vissuto tutta la sua vita come nomade ma si trova a doversi adattare alla vita di Parz City, finendo per non sapere più neppure lei chi sia.

“Flux” è tutto sommato un romanzo abbastanza buono che per il tipo di contenuti consiglio soprattutto agli appassionati di fantascienza “hard”. Può essere letto in maniera indipendente ma secondo me la scelta migliore è leggere tutta la Sequenza Xeelee.

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