Gli invasati o L’invasione degli ultracorpi di Jack Finney

Millemondi estate 1995 contenente Gli invasati, conosciuto anche come L'invasione degli ultracorpi, di Jack Finney

Millemondi estate 1995 contenente Gli invasati, conosciuto anche come L'invasione degli ultracorpi, di Jack Finney

Il romanzo “Gli invasati”, conosciuto anche come “L’invasione degli ultracorpi”, (“The Body Snatchers”) di Jack Finney è stato pubblicato per la prima volta nel 1955. È la versione espansa di un romanzo breve pubblicato nel 1954 a puntate nella rivista “Collier Magazine”. Nel 1978 ne venne pubblicata una versione rivista intitolata “Invasion of the Body Snatchers”. In Italia è stato pubblicato con il titolo “Gli invasati” da Mondadori nei nn. 118 e 398 di “Urania”, nel n. 8 dei “Classici Urania” e all’interno del “Millemondi Estate 1995″; è stato pubblicato con il titolo “L’invasione degli ultracorpi” da “Lanterna Magica” nel n. 2 della collana “Narrativa”, da Mondadori nel n. 4 di “Urania Collezione” e da “Marcos y Marcos” nel n. 124 della collana “Alianti”.

Miles Bennell è un medico che lavora a Santa Mira (nella versione del 1978 è Mill Valley), un paesino della California. Un giorno, Becky Driscoll, una sua vecchia fiamma, viene da lui raccontandogli la curiosa storia di sua cugina Wilma, che improvvisamente si è convinta che suo zio Ira sia stato sostituito da un impostore.

Miles conosce sia Wilma che Ira e quando va a trovarli non ha alcuna ragione di pensare che l’uomo non sia il vero Ira. Tuttavia in città avvengono altri casi di persone che ritengono che un membro della famiglia sia stato sostituito da un impostore. Quando Jack Belicec e sua moglie Tehodora, una coppia di amici di Miles, trovano in cantina uno strano corpo senza impronte digitali, è evidente che qualcosa di reale e spaventoso sta succedendo.

“Gli invasati” è un romanzo la cui fama è stata amplificata dal film “L’invasione degli Ultracorpi” (“Invasion of the Body Snatchers”) del 1956, un classico del cinema di fantascienza. La storia è stata interpretata in chiave anti-comunista ma sia Jack Finney che il regista Don Siegel hanno sempre negato che ci fosse un significato politico. Certo è che la storia si adatta davvero bene al clima della guerra fredda di quegli anni in cui il rischio di infiltrazioni di spie sovietiche portava alla paranoia.

“Gli invasati” è una storia di invasione fuori dal normale perché viene portata avanti non con le armi in uno scontro diretto bensì in maniera subdola, di nascosto, cercando di sostituire progressivamente gli esseri umani con alieni apparentemente identici a loro. Gli invasori sono più simili a vegetali e si sviluppano da baccelli giganti creando i doppelganger delle persone che vogliono sostituire.

“Gli invasati” è raccontato in prima persona come un resoconto di ciò che è successo scritto dal protagonista Miles Bennell. Essendo un medico, è a lui che alcuni abitanti del paesino in cui lavora si rivolgono quando qualcuno afferma che un parente è stato sostituito da un impostore, pensando che abbiano un problema mentale.

Anche Miles pensa ad una causa psicologica ma ad un certo punto scopre che a Santa Mira ci sono creature aliene che stanno sostituendo gli esseri umani. A quel punto, per lui e gli altri protagonisti la paranoia cresce progressivamente perché si rendono conto che chiunque potrebbe essere un alieno e non sanno più di chi fidarsi.

Quando Miles e i suoi amici scoprono un alieno che si sta formando, cercano di mettersi in contatto con qualche autorità fuori dal paese ma non vengono creduti e successivamente i loro contatti con l’esterno vengono tagliati aumentando la loro paranoia.



Oggi può sembrare assurdo che una città, per quanto piccola, possa essere isolata così facilmente ma negli anni ’50 il telefono fisso era l’unico mezzo di comunicazione a distanza delle persone comuni. Di conseguenza, prendere il controllo del centralino telefonico voleva dire controllare chi poteva comunicare con l’esterno.

Pagina dopo pagina, la tensione cresce mentre i protagonisti guardano sempre più attentamente le facce familiari della gente cercando di cogliere qualsiasi elemento sbagliato nelle loro parole per capire se si tratti di alieni. Dopo tutta questa costruzione però il finale è onestamente piuttosto anticlimatico.

Un altro difetto de “Gli invasati”, tipico dell’epoca in cui è stato scritto, è che le donne tendono a diventare isteriche. Un problema invece presente in storie di ogni epoca e genere è che i protagonisti in certi momenti sembrano molto intelligenti mentre in altri agiscono in maniera stupida, a seconda di come l’autore vuole sviluppare la storia.

Ad esempio, per convincere qualcuno dell’esistenza dei doppelganger sarebbe utile fotografarli, particolarmente in dettagli come le mani senza impronte digitali, per poi partire per la città in cui c’è la caserma dell’esercito o l’ufficio dell’FBI più vicino. Nessuno dei protagonisti però ci pensa.

Nonostante questi difetti, “Gli invasati” è un buon romanzo ma indubbiamente deve parte della sua fama al primo film che ne è stato tratto, il cui finale è più ambiguo. Nel corso degli anni, quattro film sono stati tratti da questo romanzo in maniera non sempre fedele: dopo “L’invasione degli Ultracorpi” (“Invasion of the Body Snatchers”) del 1956, ci sono stati infatti “Terrore dallo spazio profondo” (“Invasion of the Body Snatchers”) del 1978, “Ultracorpi – L’invasione continua” (“Body Snatchers”) del 1993 e “Invasion” (“The Invasion”) del 2007.

È difficile separare la fama del romanzo da quella del primo film perciò li consiglio entrambi. Secondo me i film successivi non sono allo stesso livello ma se dopo aver visto il primo siete curiosi potrebbe essere interessante vedere anche quelli.

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