
Titano e Dione con gli anelli di Saturno sullo sfondo (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)
La sonda spaziale della NASA Cassini ci sta trasmettendo immagini e altre informazioni su Saturno e sui suoi satelliti dal 2004 tramite i suoi vari strumenti. La sua missione originale venne completata nel 2008 e siccome era ancora pienamente operativa essa venne estesa nella missione chiamata Cassini Equinox perché coincideva con l’equinozio di Saturno. Successivamente, venne approvata una seconda estensione, chiamata Cassini Solstice che potrebbe continuare fino al 2017.
Le osservazioni dei satelliti di Saturno servono agli astronomi per studiare i cambiamenti nelle loro orbite causati dalle reciproche influenze gravitazionali in combinazione con la gravità del pianeta. Il sistema di Saturno è particolarmente complesso sia per la grande quantità di satelliti che per i suoi meravigliosi anelli perciò è molto interessante dal punto di vista scientifico.
Le immagini che arrivano dalla sonda Cassini sono utili per la ricerca scientifica ma molto spesso sono anche molto belle per gli spettacoli unici che ci offrono.
Nel maggio 2011 una delle fotocamere della sonda Cassini ha scattato varie foto di due dei satelliti di Saturno, Titano e Dione, mentre apparivano vicini. Titano è la più grande delle lune di Saturno e l’unico satellite naturale conosciuto che abbia una densa atmosfera. Dione è la terza luna di Saturno per dimensioni e venne scoperta nel 1684 proprio dall’astronomo Cassini.
In particolare, una delle fotografie scattate dalla sonda Cassini è davvero straordinaria: Titano e Dione appaiono talmente vicini da toccarsi e sullo sfondo ci sono gli anelli di Saturno. In realtà Titano è ad una distanza di circa 2,3 milioni di kilometri da Cassini mentre Dione è distante circa 3,2 milioni di kilometri dalla sonda spaziale. Si tratta quindi di un effetto ottico ma la combinazione di elementi è davvero fantastica!
Questa e altre immagini sono state ottenute combinando varie fotografie scattate utilizzando filtri spettrali rossi, verdi e blu. La loro combinazione ha permesso di ottenere come risultato questi colori naturali.
Questo è davvero uno dei casi in cui la natura ci offre uno spettacolo mozzafiato, fortunatamente la sonda spaziale Cassini era lì a fotografarlo!

