Titano di John Varley

Titano di John Varley
Titano di John Varley

Il romanzo “Titano” (“Titan”) di John Varley è stato pubblicato per la prima volta nel 1979. Ha vinto il premio Locus come miglior romanzo di fantascienza dell’anno. È il primo romanzo della trilogia di Gea. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 839 della collana “Urania”, nel n. 125 della collana “Classici Urania” e nel n. 107 della collana “Urania Collezione”.

Nel 2025 l’astronave Ringmaster comandata dal Capitano Cirocco Jones si avvicina al sistema di Saturno. Lì l’equipaggio scopre l’esistenza di quello che inizialmente sembra un satellite ancora sconosciuto ma che dopo qualche osservazione più attenta si rivela essere un gigantesco habitat artificiale a forma di ruota.

Quando il Ringmaster si avvicina al misterioso habitat, quelli che sembrano tentacoli si protendono dal suo interno e catturano l’astronave e il suo equipaggio senza che essi riescano a reagire. Cirocco Jones trascorre un periodo di durata imprecisata in uno stato semicomatoso dal quale riemerge per scoprire che l’habitat è popolato da strane creature, alcune delle quali intelligenti. Ritrovati alcuni membri del suo equipaggio, va alla ricerca dell’intelligenza che controlla l’habitat, chiamata Gea.

“Titano” è un romanzo a volte considerato fantasy perché l’enorme habitat artificiale esplorato da Cirocco Jones ospita una serie di specie viventi che hanno l’aspetto di centauri e angeli e le avventure dei protagonisti ricordano certe quest tipiche di romanzi fantasy. Secondo me questa è una concezione errata perché certamente John Varley utilizza anche elementi tipici delle storie fantasy tuttavia li inserisce in un universo narrativo assolutamente fantascientifico.

Cirocco Jones e il suo equipaggio raggiungono l’habitat usando un’astronave, non certo la magia, e le creature che lo abitano sono state create tramite l’ingegneria genetica. Oggi siamo ormai abituati a leggere storie di fantascienza sul tema delle manipolazioni genetiche ma “Titano” è un romanzo degli anni ’70, quando quel tema era ancora una novità.

John Varley non entra nei dettagli quando spiega la nascita dell’habitat – esso è infatti un essere vivente – e delle tante creature che lo abitano. Anche in questo caso, l’autore utilizza alcuni elementi utili al romanzo ma non li approfondisce davvero perché per lui sono strumenti proprio come gli elementi fantasy.

In “Titano”, John Varley mescola questi elementi apparentemente così diversi per creare l’enorme habitat artificiale in cui si svolgono le avventure dell’equipaggio arrivato con l’astronave Ringmaster e in particolare del suo Capitano Cirocco Jones.



Qui si possono vedere alcuni elementi tipici di John Varley, dato che i protagonisti sono lontani dalla Terra e arrivano in un altro mondo chiuso. Cirocco Jones ha scelto i viaggi spaziali perché è una donna indipendente in cerca di avventura e lo spazio era l’unica frontiera disponibile. Quando è stata portata nell’habitat con la forza ha deciso che doveva compiere un viaggio lunghissimo e difficilissimo per trovare l’intelligenza centrale.

Un altro elemento tipico di John Varley si intreccia con gli altri perché i protagonisti, ma soprattutto Cirocco Jones, cercano di riprendere il controllo della situazione in cui si sono venuti a trovare. La ricerca dell’intelligenza che controlla l’habitat è un’avventura ma Jones vuole una spiegazione a ciò che le è successo.

In “Titano” la componente sessuale è molto marcata e in certi momenti è anche pesante. Inevitabilmente questo può scoraggiare alcuni lettori e in effetti a volte sembra un po’ gratuita, quasi più una fantasia sessuale dell’autore che si riflette sui personaggi.

Lo sviluppo dei personaggi è difficile da giudicare perché quando vengono catturati trascorrono un periodo in cui vengono cambiati. Quando si risvegliano, non solo devono cercare di adattarsi ad un ambiente per loro alieno ma in qualche modo devono anche riscoprire se stessi.

“Titano” è raccontato dal punto di vista di Cirocco Jones, anche se è narrato in terza persona. Inevitabilmente lei è il personaggio meglio sviluppato. Oggi i personaggi femminili forti e indipendenti sono diventati normali ma negli anni ’70 non erano comuni. Se guardate il film “Alien” dopo aver letto questo romanzo potrete avere l’impressione che Ripley sia in parte ispirata a Cirocco Jones.

Complessivamente, “Titano” è una grande avventura in cui vengono mescolati molti elementi diversi con grande immaginazione e per questo è già diventato un classico. Se non vi disturba una storia con una forte connotazione sessuale ve ne consiglio la lettura.

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