
Un HP TouchPad con webOS montato su un dock Touchstone
Hewlett-Packard aveva lanciato il suo tablet touchscreen TouchPad (foto ©Tom Raftery) con grandi ambizioni, iniziando il 1 luglio negli USA per continuare il 15 luglio in Canada, UK, Francia e Germania e infine il 15 agosto in Australia.
Il TouchPad è stato concepito come un prodotto di alto livello per essere un degno concorrente soprattutto degli iPad ma anche dei tablet Android. Il TouchPad tuttavia utilizza webOS 3.0 come sistema operativo. Il prezzo di lancio era anche in linea con i suoi concorrenti: 499 dollari per la versione con 16 GB di memoria flash e 599 dollari per la versione con 32 GByte.
L’accoglienza nei confronti del TouchPad non è stata particolarmente calorosa. In molti hanno fatto notare il fatto che il tablet HP non fosse proponibile come alternativa all’iPad allo stesso prezzo. L’iPad dispone di una quantità enorme di applicazioni ed è trendy, il TouchPad dispone di una quantità limitata di applicazioni e dal punto di vista dell’appeal è anonimo. Dato che il prezzo è uguale tanto vale comprare un iPad 2.
A metà agosto si è capita l’entità del problema per HP quando è arrivata la notizia che la catena Best Buy aveva venduto solo 25.000 TouchPad dei 270.000 disponibili nei suoi magazzini, ovvero meno del 10%. A volte l’espressione “epic fail” è abusata ma stavolta è adatta alla situazione.
La debacle del TouchPad ha determinato profonde conseguenze in HP. Il 18 agosto la società ha annunciato l’abbandono di tutti gli apparecchi con webOS e anche la possibile cessione della propria divisione che produce PC. È stata lasciata aperta la porta ad altre soluzioni riguardanti webOS. Riguardo a questo sistema operativo, l’ultima beffa per HP è arrivata da chi ha provato a installarlo su un iPad e ha scoperto che la sua velocità è più o meno doppia rispetto a quella che ha su un TouchPad. Insomma, a quanto pare l’hardware scelto da HP per il suo tablet non era all’altezza di quello del suo concorrente.
Fin qui sembra semplicemente la storia di un prodotto fallito ma il 19 agosto HP ha deciso di liberarsi dei TouchPad con una svendita. Il prezzo della versione con 16 GB è stato ridotto a 99 dollari, quello della versione con 32 GB è stato ridotto a 149 dollari. In sostanza il modello con 16 GB ora costa un quinto rispetto al prezzo di lancio mentre il modello con 32 MB ora costa un quarto rispetto al prezzo di lancio. Analoghe riduzioni di prezzo sono state adottate nei paesi europei in cui il TouchPad era stato messo in vendita e in Australia.
La reazione del pubblico non si è fatta attendere: lo stesso prodotto che fino a quel momento era stato rifiutato, improvvisamente è andato a ruba. I rivenditori che non sapevano cosa farsene dei TouchPad si sono visti costretti ad annullare ordini perché avevano esaurito i prodotti o a ordinarne altri ad HP.
Ovviamente è facile vendere un prodotto che comunque viene giudicato buono da chi l’ha provato ad un prezzo bassissimo rispetto ai concorrenti, particolarmente dopo che hanno cominciato ad arrivare informazioni su come installare Android e perfino Ubuntu Linux su un TouchPad. Considerando il fatto che non si sa quale sarà il futuro di webOS, avere la possibilità di installare sul TouchPad un sistema operativo che certamente ha un futuro e ha una quantità enorme di applicazioni disponibili lo rende ancor di più un bell’affare per chi è riuscito ad acquistarlo.
Non posso non chiedermi come sia stato possibile commettere un errore così madornale da parte dei dirigenti HP sulla possibilità di vendere i TouchPad al prezzo degli iPad. Ricordiamo webOS era stato creato da Palm e HP aveva speso 1,2 miliardi di dollari per acquistare quella società: se non troveranno altri modi per avere un guadagno da questo sistema operativo il risultato di quest’errore di valutazione sarà ancora più catastrofico per HP.
Questa è una severa lezione per HP, che l’ha imparata nella maniera più dura, e per chiunque debba decidere il prezzo di un nuovo prodotto che ha uno o più concorrenti molto forti.


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