
Paura degli stranieri e Sulle orme degli angeli di E.C. Tubb
Il romanzo “Paura degli stranieri” di E.C. Tubb è stato pubblicato per la prima volta nel 1968 con il titolo originale “C.O.D. – Mars”. È conosciuto anche con il titolo “Fear of Strangers” con il quale è stato pubblicato nel 2007. In Italia è stato pubblicato da Mondadori, incluso nel n. 1572 di luglio 2011 della collana “Urania”.
Un’astronave torna da un viaggio interstellare ma la maggior parte dei membri dell’equipaggio è stata uccisa da una specie di morbo alieno. I pochissimi sopravvissuti sono stati anch’essi contagiati perciò l’astronave viene messa in quarantena.
Quando qualcuno riesce a far scappare gli astronauti dall’isolamento si scatena una caccia all’uomo in tutto il sistema solare. Infatti nessuno è ancora riuscito anche solo a identificare la causa della malattia e se il contagio dovesse toccare uno dei pianeti colonizzati l’unico rimedio sarebbe la completa sterilizzazione.
Edwin Charles Tubb ci ha lasciati l’anno scorso dopo una carriera lunghissima durante la quale ha scritto oltre centoquaranta romanzi e oltre duecento racconti usando anche un notevole numero di pseudonimi. Inevitabilmente per scrivere una tale quantità di romanzi molti di essi erano brevi, attorno alle cento pagine: “Paura degli stranieri” è uno di questi.
E.C. Tubb scriveva spesso space opera in cui c’era qualche intrigo: “Paura degli stranieri” si svolge all’interno del sistema solare e vari intrighi si sviluppano attorno ai sopravvissuti tra i membri dell’equipaggio di un’astronave tornati da un viaggio interstellare dopo essere stati contaminati da una forma di vita aliena.
“Paura degli stranieri” contiene vari spunti, purtroppo non vengono approfonditi come un romanzo dalla trama così complessa e con tanti personaggi avrebbe meritato.
Innanzitutto c’è il tema centrale del romanzo, ovvero la contaminazione aliena e la trasformazione che comporta per gli esseri umani che non ne vengono uccisi, ma viene trattato superficialmente. Su questo tema ci sarebbe spazio per molti approfondimenti invece viene usato banalmente come espediente narrativo per raccontare una storia avventurosa.
Attorno agli astronauti contaminati c’è un piano di una fazione marziana che vuole liberarli dalla quarantena mentre altri vogliono eliminarli o almeno rispedirli nello spazio profondo. Anche in questo caso sarebbe stato interessante avere maggiori informazioni riguardo alle varie colonie e alla politica interplanetaria che si è sviluppata. Al contrario le informazioni inserite nel romanzo sono piuttosto vaghe e hanno il solo scopo di creare l’intrigo riguardante la sorte degli astronauti.
Alla fine quel che rimane è la preparazione del piano per liberare gli astronauti e portarli in un luogo sicuro, il fallimento del piano che tuttavia dà agli astronauti l’opportunità di fuggire per conto loro e la caccia all’uomo che si scatena per evitare che contaminino qualche pianeta. Per carità, la trama è tutto sommato piuttosto godibile ma alla fine l’impressione è che il romanzo sia stato scritto frettolosamente.
Oggi a volte ci lamentiamo che alcuni romanzi sono troppo lunghi e sono stati riempiti con parti inutili che sembrano scritte solo per aumentare il numero di pagine. Nel caso di “Paura degli stranieri” invece l’impressione è opposta: un cospicuo aumento di pagine con vari approfondimenti l’avrebbe migliorato notevolmente.
Complessivamente, “Paura degli stranieri” è una discreta lettura per passare un po’ di tempo ma nulla più. È quindi curiosa la scelta di pubblicare due romanzi nello stesso numero di Urania dando al volume il titolo del peggiore tra i due.


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