Ark di Stephen Baxter

Ark di Stephen Baxter (edizione americana)
Ark di Stephen Baxter (edizione americana)

Il romanzo “Ark” di Stephen Baxter è stato pubblicato per la prima volta nel 2009. È il seguito di “Flood. Diluvio“.

Nel 2025 il livello dei mari continua ad alzarsi e Patrick Groundwater deve usare tutte le sue risorse assieme ad altre persone ricche e lungimiranti per dare un futuro a sua figlia Holle. Lavorando assieme a quel che rimane delle strutture governative americane vengono preparati piani per cercare di assicurare la sopravvivenza alle generazioni future.

Uno dei piani consiste nel costruire un’astronave per inviare un gruppo di giovani tra le stelle ma per avere speranze concrete di riuscita è necessario dotarla di un motore a curvatura perché possa viaggiare più veloce della luce. I candidati a far parte dell’equipaggio vengono addestrati duramente fin da quando sono bambini per fornire loro tutte le competenze necessarie.

L’Arca spaziale è anche un progetto di ingegneria sociale che dovrebbe aiutare gli astronauti a lavorare assieme ma in un mondo pieno di disperati pronti a tutto per prendere qualcosa a chi ha più di loro c’è poco spazio per una pianificazione razionale. Gli astronauti si troveranno ad affrontare difficoltà imprevedibili, riusciranno a raggiungere un pianeta abitabile?

“Ark” è un seguito un po’ particolare visto che in gran parte gli avvenimenti sono paralleli a quelli di “Flood. Diluvio”, dato che cominciano nel 2025 e solo alcuni personaggi del primo romanzo vi appaiono. È perfino possibile leggere solo “Ark” perché c’è qualche breve spiegazione di ciò che sta succedendo nel mondo tuttavia si perde una parte più o meno importante dello sviluppo dei personaggi già apparsi in “Flood. Diluvio”.

Nonostante la premessa in stile Star Trek, “Ark” ha un tono ben diverso da quello della celebre saga televisiva, semmai per alcuni versi ricorda “Quando i mondi si scontrano”. Se già in “Flood. Diluvio” c’era la desolazione di un mondo che viene progressivamente sommerso, nel suo seguito i sopravvissuti devono prendere decisioni durissime per cercare di sopravvivere, anche con il rischio di pagare un prezzo molto elevato.

La realizzazione di un’astronave da lanciare nello spazio usando bombe atomiche e di un motore a curvatura per il viaggio interstellare è basata su concetti realmente elaborati da vari scienziati. Dunque il progetto ha una sua plausibilità e Stephen Baxter conferma di essere uno dei più importanti scrittori di fantascienza “hard”.

Se in “Flood. Diluvio” c’era complessivamente una quantità di concetti scientifici piuttosto limitata, “Ark” è un romanzo molto più tipico di Stephen Baxter da questo punto di vista. In effetti, l’autore vi riunisce molti concetti a volte già espressi in altre sue storie e riguardano vari campi delle scienze.

Ovviamente le speculazioni principali riguardano la possibilità di una propulsione ultraluce e quali pianeti potremmo trovare nei sistemi stellari più vicini. Viene anche estesa la descrizione già cominciata in “Flood. Diluvio” su come crescerebbero generazioni di bambini nati sul mare aggiungendo le generazioni nate in un’astronave. Infatti uno dei temi tipici di Stepehn Baxter riguarda il modo in cui gli esseri umani si adattano quando sono costretti a far fronte a nuove situazioni.

Stephen Baxter non è molto ottimista riguardo alla natura umana e nella maggior parte dei casi i personaggi di “Ark” sono piuttosto antipatici. In realtà non tutti i personaggi sono ben sviluppati e d’altra parte ce ne sono troppi perché ciò sia possibile. Tuttavia anche grazie al fatto che la vicenda va avanti per oltre mezzo secolo almeno i protagonisti riescono ad essere sviluppati. Ad esempio Holle Groundwater quando parte sull’astronave sembra una ragazzina viziata mentre alla fine del romanzo è spietata nelle decisioni che prende per cercare di concludere la missione.

Per la sua dimensione cosmica “Ark” può essere considerato un romanzo anche migliore di “Flood. Diluvio”. Se anch’esso non è da raccomandare a chi ha una tendenza alla depressione invece potrà piacere di fan di Stephen Baxter e agli appassionati di fantascienza “hard” in generale.

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