WWW 1: risveglio di Robert J. Sawyer

WWW 1: risveglio di Robert J. Sawyer (edizione americana)

WWW 1: risveglio di Robert J. Sawyer (edizione americana)

Il romanzo “WWW 1: risveglio” (“WWW: Wake”) di Robert J. Sawyer è stato pubblicato per la prima volta sulla rivista “Analog” tra il novembre 2008 e il marzo 2009 e come libro nel 2009. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1571 della collana “Urania” nel giugno 2011. È il primo volume della trilogia WWW ed è stato finalista al Premio Hugo nel 2010 come miglior romanzo dell’anno.

Caitlin Decter ha 15 anni e straordinarie capacità matematiche. È anche cieca dalla nascita a causa di una rara sindrome che impedisce alle retine dei suoi occhi di inviare correttamente le informazioni visive al nervo ottico.

A Caitlin viene proposto di fare da cavia per una tecnica sperimentale e un apparecchio le viene impiantato collegato al nervo ottico per poter correggere la codifica delle informazioni visive tramite un secondo apparecchio esterno e permetterle di vedere.

Inizialmente l’intervento sembra fallito ma pian piano Caitlin comincia a vedere qualcosa, che però non è il mondo reale bensì un’interpretazione visiva dei flussi di dati in Internet. Un aggiornamento del software che gestisce l’apparecchio di Caitlin le permette finalmente di vedere il mondo reale ma nei meandri della rete ha percepito una presenza anomala che a sua volta si è accorta della sua esistenza.

In “WWW 1: risveglio” Robert J. Sawyer ci offre un romanzo ambizioso anche per i suoi standard. Stiamo infatti parlando di un autore che inserisce sempre varie idee da sviluppare nelle sue storie ma in questo caso va più che mai in profondità parlando di percezione, coscienza e del loro rapporto.

Il romanzo è ambientato nel presente perciò le basi tecnologiche e scientifiche sono quelle a cui siamo abituati e da quelle Sawyer parte per speculazioni anche ardite. La storie include solo alcune invenzioni come l’apparecchio che permette a Caitlin di vedere e il motore di ricerca Jagster. Per il resto Internet è quella che usiamo tutti i giorni e casi di scimmie antropomorfe che comunicano con il linguaggio dei gesti sono ben conosciuti.

Robert J. Sawyer prende ispirazione dal controverso saggio “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza (Gli Adelphi)a” (“The Origin of Consciousness in the Breakdown of the Bicameral Mind“) dello psicologo Julian Jaynes, secondo il quale la coscienza negli esseri umani non è emersa fin dall’origine della specie ma solo in un’epoca relativamente recente. La coscienza sarebbe un fatto non biologico bensì culturale e sarebbe perciò emersa in tempi diversi in varie parti del mondo basandosi su un linguaggio metaforico. Ad esempio secondo Julian Jaynes la coscienza sarebbe emersa negli abitanti di Grecia e Mesopotamia circa cinquemila anni fa. Prima di allora gli esseri umani avrebbero avuto una cosiddetta mente bicamerale che avrebbe causato loro allucinazioni uditive che essi avrebbero interpretato come voci dei loro governanti o di divinità.

In “WWW 1: risveglio” una coscienza emerge in Internet ma anche, in una sottotrama parallela, in un ibrido scimpanzè-bonobo. Ha senso ipotizzare che lo sviluppo mentale di una scimmia antropomorfa sia simile a quello di un essere umano. Invece pensare che un’intelligenza artificiale abbia caratteristiche che si avvicinano a quelle di un’intelligenza biologica che si è sviluppata in un cervello organico che si è evoluto in un certo modo è un’assunzione arbitraria ma questo in fondo è un romanzo di fantascienza.

Nel delineare l’emergere della coscienza in quest’intelligenza artificiale Robert J. Sawyer si ispira al celebre caso di Helen Keller, diventata sorda e cieca quand’era molto piccola in seguito ad una malattia. Chiusa in un suo mondo in cui anche la più semplice comunicazione con altre persone era difficilissima, venne salvata dalla tenacia di un’insegnante che riuscì a comunicare con lei tramite un linguaggio tattile. in “WWW 1: risveglio” l’intelligenza artificiale trova un’insegnante in Caitlin, che le permette di vedere il mondo letteralmente attraverso i suoi occhi per imparare a comunicare.

In questo caso la stessa Caitlin per molti versi impara a percepire il mondo in un modo nuovo perché l’acquisizione della vista la costringe ad associare tutto ciò che percepiva con gli altri sensi alla relativa immagine per cui la sua scoperta di una nuova parte del mondo procedere quasi in parallelo con quella dell’intelligenza artificiale.

La conclusione di una tappa importante nella scoperta del mondo dà una specie di finale a “WWW 1: risveglio” ma si vede che è solo il termine di un capitolo in attesa del seguito. È comunque già un fatto positivo che almeno la vicenda principale non venga interrotta a metà.

Complessivamente ritengo che “WWW 1: risveglio” sia un eccellente romanzo che mette insieme concetti tecnologici e scientifici tipici della fantascienza hard con riflessioni più tipiche di storie dello spazio interiore. Scrivere storie di fantascienza piuttosto hard ma comunque curare lo sviluppo dei protagonisti è nello stile di Robert J. Sawyer, in questo caso ha trovato quello che forse è il migliore mix di questi elementi. Per questo motivo lo consiglio soprattutto a chi cerca storie di fantascienza mentalmente stimolanti.

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