Il satellite proibito di Algis Budrys

Il satellite proibito di Algis Budrys
Il satellite proibito di Algis Budrys

Il romanzo “Il satellite proibito” (“Rogue Moon”) di Algis Budrys venne pubblicato per la prima volta nel 1960 nella rivista “The Magazine of Fantasy & Science Fiction”. Nel 1961 fu finalista al premio Hugo come miglior romanzo. Una versione ridotta venne pubblicata nell’antologia “The Science Fiction Hall of Fame, Volume Two”. In Italia è stato pubblicato nel n. 29 della collana “Futuro” e nel n. 174 della collana “Classici Urania”.

Ne “Il satellite proibito” un progetto segreto ha lo scopo di svelare i segreti di un labirinto alieno trovato sulla Luna. Il problema è che tutte le persone che entrano nel labirinto vengono uccise in vari modi dopo pochissimi minuti seguendo regole sconosciute ma allora come procedere?

Il progetto ha sviluppato una tecnologia di teletrasporto che distrugge la persona originale, ne fa una copia sulla Luna e un’altra nel laboratorio. Le due copie sono inizialmente identiche e questo crea in loro una sorta di legame telepatico che si affievolisce man mano che i loro cervelli si differenziano. Grazie a questo uso del teletrasporto la copia sulla Terra può raccontare l’esperienza della copia sulla Luna ma proverà anche la sensazione di morire e questo è estremamente pesante dal punto di vista nervoso.

Finalmente viene trovata una persona che potrebbe essere in grado di sopportare il trauma della morte indiretta per vincere la sfida con il labirinto alieno ma quali ne saranno le conseguenze?

“Il satellite proibito” è uno dei migliori romanzi di Algis Budrys ed è uno dei primi ad esplorare lo “spazio interiore”, una tendenza che divenne comune negli anni ’60. In tutti i romanzi di Budrys il lato psicologico dei personaggi è fondamentale ma in questo caso il concetto viene portato all’estremo.

Nonostante la presenza del labirinto misterioso come tema classico in realtà la descrizione del suo attraversamento occupa una minima parte de “Il satellite proibito”. Anche in quel caso ciò che importa veramente è l’effetto sui protagonisti perché l’impresa non viene vista dall’autore come una conquista scientifica bensì come un rito di iniziazione.

Per Budrys il senso di un’iniziazione è quello di cambiare se stessi e ne “Il satellite proibito” questo concetto va preso più che mai alla lettera visto che il teletrasporto descritto nel romanzo crea una nuova copia di chi lo utilizza. Il cambiamento interiore però può arrivare per i protagonisti solo dopo molti sforzi e anche contrasti con quelli che dovrebbero essere i loro colleghi.

Quando venne scritto “Il satellite proibito” era ancora normale trovare nelle storie di fantascienza eroi senza macchia e senza paura che collaborano per raggiungere un obiettivo comune, in questo caso invece Budrys implementa alcuni canoni più tipici del noir in una storia di fantascienza. Di conseguenza abbiamo un gruppo di anti-eroi pieni di “macchie” ognuno dei quali ha i suoi obiettivi e le sue motivazioni:

  • Edward Hawks è un freddo scienziato per il quale è interessato solo scoprire i segreti del labirinto, non importa quante persone debbano essere sacrificate.
  • Al Barker ricerca la sfida estrema, non importa quanti rischi corra e quali ferite riporti. È un “maschio alfa” e vuole essere sempre il migliore in tutto ciò che fa. È il più adatto a sopportare l’esperienza della morte perché in fondo è già insano di mente perciò non può impazzire ancora.
  • Claire Pack usa il sesso come strumento per manipolare gli uomini. Sta con Al Barker per convenienza ma flirta con altri uomini.
  • Vincent Connington è in teoria il capo di Edward Hawks ma siccome le decisioni riguardanti il progetto vengono ormai prese dai militari deve trovare altri modi di manipolare le persone attorno a lui per soddisfare la sua sete di potere. Cerca di strappare Claire Pack ad Al Barker non perché provi qualche sentimento per lei ma perché la considererebbe una vittoria importante.

La tensione nel romanzo è causata più dagli scontri tra i personaggi che dai tentativi di arrivare alla fine del labirinto. Proprio come gli uomini che entrano nella struttura aliena vedono cose diverse, i personaggi vedono il compimento dell’impresa in maniera diversa a seconda di cosa porterà loro.

Gli scontri avvengono particolarmente tra Hawks e Barker, proprio le due persone che devono collaborare maggiormente. Più Hawks ricorda a Barker che il suo compito è quello di ucciderlo ripetutamente più Barker è deciso ad andare avanti con la sfida. Il culmine arriva in un finale che è anche un viaggio mentale del tipo che sarebbe stato visto anni dopo in “2001: odissea nello spazio”.

Algis Budrys avrebbe potuto sviluppare maggiormente i temi dello sdoppiamento delle persone e dell’esperienza della morte ma forse il romanzo sarebbe diventato troppo lungo per gli standard dell’epoca – è sotto le 200 pagine – e sarebbe stato difficile mantenere la tensione ad un livello di intensità così elevato. “Il satellite proibito” è comunque un classico che soprattutto gli amanti delle storie basate sui personaggi piuttosto che la fantascienza “hard” apprezzeranno molto.

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