
Carmelo Anthony con l'ormai ex maglia dei Denver Nuggets
Si è finalmente conclusa la soap opera conosciuta come “Melo-drama” con il finale più scontato. Carmelo Anthony aveva fatto abbondantemente capire che voleva andare ai New York Knicks e nella notte l’accordo è stato raggiunto.
Per mesi Carmelo Anthony (foto ©Keith Allison) aveva rifiutato di firmare un’estensione al suo contratto perché voleva essere lui a decidere il suo destino. Per mesi il magnate russo Mikhail Prokhorov, proprietario dei New Jersey Nets, aveva tentato di accordarsi con il giocatore e i Nuggets per portare Melo nella sua squadra, cercando di convincerlo che sarebbe comunque andato a vivere praticamente a New York e che i suoi piani prevedono che nei prossimi anni la squadra si sposti nella Grande Mela.
Carmelo Anthony non ha mai mostrato particolare interessamento per l’offerta dei Nets: lui voleva andare ai New York Knicks ma l’affare non era semplice. Se non si fosse trovato un accordo, a fine stagione Melo sarebbe diventato free agent e avrebbe potuto liberamente firmare per i Knicks, che in questo modo non avrebbero avuto bisogno di cedere giocatori importanti. Alla fine la volontà di James Dolan, proprietario dei Knicks, di avere Carmelo Anthony subito e ad ogni costo, ha prevalso.
Lo spostamento di una stella del livello di Carmelo Anthony nel corso di una stagione non è mai semplice: infatti assieme a lui andranno ai New York Knicks le guardie Chauncey Billups e Anthony Carter, il centro Shelden Williams e l’ala Renaldo Balkman. In cambio i New York Knicks cederanno ai Denver Nuggets la guardia Raymond Felton, le ali Danilo Gallinari e Wilson Chandler, il centro Timofey Mozgov, la prima scelta dei Knicks del 2014 e le seconde scelte del 2012 e 2013 assieme a 3 milioni di dollari in contanti.
Questo scambio rappresenta un grosso sacrificio per i Knicks, tanto che il general manager Donnie Walsh e l’allenatore Mike D’Antoni avrebbero preferito evitarlo, attendendo magari la fine della stagione per valutare con più calma quali giocatori tagliare o scambiare per fare spazio per Carmelo Anthony invece di cedere giocatori importantissimi come Gallinari.
Ora soprattutto Mike D’Antoni si ritrova con la responsabilità di far funzionare una squadra cambiata moltissimo facendo giocare Carmelo Anthony assieme ad Amar’e Stoudemire, l’altra stella dei Knicks. Se non dovesse andargli bene potrebbe pagare per scelte non sue ma a D’Antoni piacciono le scommesse e certamente non si tirerà indietro.
I Denver Nuggets invece hanno concluso un affare davvero complicato nel modo migliore. Siccome Carmelo Anthony aveva il potere di decidere il suo futuro i Nuggets rischiavano di ritrovarsi senza niente in mano invece hanno praticamente rinnovato la squadra riuscendo a ottenere giocatori giovani e molto validi e anche varie scelte per i prossimi anni.
Secondo molte voci i Nuggets potrebbero aver appena cominciato i loro movimenti di mercato perciò aspettiamoci altre novità dal Colorado. Addirittura girava voce che Gallinari e Mozgov avrebbero in realtà fatto poca strada e sarebbe stati mandati ai New Jersey Nets ma il general manager dei Nuggets ha dichiarato che sono stati presi per giocare a Denver.
È difficile prevedere i risultati futuri di due squadre cambiate tanto quanto Knicks e Nuggets, c’è però la differenza fondamentale che Denver ora si sta ricostruendo senza preoccuparsi molto di come andrà questa stagione mentre i Knicks devono mostrare un miglioramento.
Carmelo Anthony ha ottenuto ciò che voleva, ora sta a lui mostrare che il prezzo pagato dai Knicks per averlo non è stato eccessivo.


Secondo me Gallinari dopo aver fatto poco e niente ai Knicks, questo trade gli porterà non poche difficoltà.
Non la vedo bene per lui, sarà molto difficile farsi notare in una franchigia con tanti problemi per cui deve rimboccarsi le maniche se vuole rimanere in NBA
Secondo te D’Antoni non voleva cedere Gallinari perché lo considera una sorta di nipote? E i Nuggets l’hanno voluto per simpatia?