Il cieco del non-spazio di Bob Shaw

Il cieco del non-spazio di Bob Shaw
Il cieco del non-spazio di Bob Shaw

Il romanzo “Il cieco del non-spazio” (“Night Walk”, del 1967) di Bob Shaw è stato ristampato nel numero di novembre della collana Urania Collezione. Nel 1982 era stato pubblicato nel numero 909 di Urania.

Nel futuro gli esseri umani viaggiano tra le stelle usando i portali del non-spazio, che permettono di attraversare istantaneamente distante immense ma nessuno è riuscito ancora a trovare un metodo per determinare in che punto dello spazio si finirà quando si attraversa un portale. La conseguenza è che l’unico modo per tracciare le rotte nel non-spazio consiste nell’inviare un enorme numero di sonde attraverso i vari portali e usare le rotte registrate dagli strumenti dalle poche sonde che riescono casualmente a raggiungere un pianeta già occupato.

Il pianeta Emme Lutero non solo si è reso indipendente dalla Terra ma una delle sue sonde ha tracciato la rotta che porta verso uno dei rarissimi pianeti abitabili trovati dagli umani. Sam Tallon è una spia terrestre che riesce ad impossessarsi delle coordinate dei portali da utilizzare per raggiungere il nuovo pianeta ma viene intercettato dagli agenti luterani: durante lo scontro che ne segue non solo Tallon viene catturato ma viene anche colpito agli occhi perdendo la vista.

Rinchiuso in una prigione di massima sicurezza, Sam Tallon pensa che sia tutto finito, invece viene coinvolto nel progetto già iniziato da altri prigionieri con conoscenze scientifiche avanzate per la realizzazione di un’apparecchiatura in grado di restituire in qualche modo la vista ad una persona cieca. Perché una delle autorità della prigione mette a disposizione dei prigionieri i mezzi per costruire un apparecchio la cui esistenza viola i precetti religiosi di Emme Lutero? Sam Tallon deve approfittare di qualsiasi occasione per cercare di fuggire e mettersi in contatto con gli agenti terrestri ma il suo viaggio sarà molto più lungo e complicato di quanto immaginasse.

“Il cieco del non-spazio” è il primo romanzo pubblicato nel 1967 da Bob Shaw e com’è tipico di quest’autore è incentrato su un’invenzione. In questo romanzo infatti appaiono i quasiocchi, un’apparecchiatura che permette ad un cieco di vedere la cui reale importanza si vede – se mi perdonate il gioco di parole – solo alla fine del romanzo.

Bob Shaw era un ingegnere e probabilmente non è un caso che il suo stile sia preciso, era anche britannico e la lezione di H.G. Wells è stata quella di esaminare le conseguenze delle invenzioni anche se il padre della fantascienza moderna non ne spiegava il funzionamento. Shaw è riuscito a trovare un buon compromesso spiegando i principi di funzionamento delle invenzioni che appaiono nei suoi romanzi senza ricorrere a “technobabble”.

Bob Shaw non si limita a introdurre un’invenzione per costruire una storia esaminandone le conseguenze ma analizza i vari modi in cui tale invenzione può essere sviluppata. Uno dei punti forti della narrativa di Bob Shaw consiste effettivamente nella scoperta degli sviluppi possibili delle applicazioni delle invenzioni anche, a volte soprattutto, in un secondo tempo. Queste nuove applicazioni possono portare a nuove conseguenze e anche le varie ramificazioni vengono prese in esame.

Non cerco di spacciare “Il cieco del non-spazio” per un super capolavoro ma certamente è un romanzo solido e di elevata qualità.

3 Comments



  1. il primo Urania ( e libro di Fs) che lessi fu : Cronomoto di Bob Shaw .
    Lo ricordo ancora …fu davvero epocale per un nerd con la testa tra le nuvole come me ( era credo il 1975 ) .

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