SCO mette all’asta i suoi prodotti UNIX

SCO ha annunciato ufficialmente la vendita di praticamente tutti i suoi beni correlati a UNIX, inclusi alcuni prodotti software e relativi servizi connessi a UNIX System V.

Gli ultimi anni di SCO sono una sorta di soap opera: la riorganizzazione aziendale che avvenne quando l’allora Caldera Systems acquistò le divisioni Server Software e Services di Santa Cruz Operation portò al cambio di nome in SCO prima e SCO Group dopo con la focalizzazione su UNIX, precisamente Xenix, SCO Unix (successivamente conosciuto come SCO OpenServer) e UnixWare. Poco dopo SCO cominciò una lunghissima e complicatissima battaglia legale prima contro IBM perché Linux avrebbe contenuto codice sorgente di UNIX System V e, dopo aver perduto quella causa, contro Novell affermando di detenere i diritti esclusivi sullo stesso System V. Quest’anno anche questa causa è stata chiusa definitivamente con la sconfitta di SCO nonostante i tentativi di appello di quest’ultima.

Nonostante i milioni di dollari pagati nel corso del tempo da Microsoft per acquistare licenze sulla tecnologia UNIX nel settembre 2007 le ripercussioni della battaglia legale si erano già fatte sentire tanto da costringere SCO ad iniziare le procedure legali per attivare l’amministrazione controllata, un tentativo di riorganizzare l’azienda e permetterle di evitare la chiusura per bancarotta o al limite di essere venduta.

Soprattutto negli USA c’è chi fa causa o almeno la minaccia anche quando ci sono molti dubbi sulle possibilità di vittoria per cercare di arrivare ad accordi extragiudiziari che portino ovviamente un guadagno: per questa ragione all’inizio della sua battaglia legale SCO aveva inviato a 1500 grosse società in tutto il mondo una lettera in cui sosteneva che l’uso di Linux poteva violare un suo diritto d’autore su Unix nella speranza di giungere ad un accordo commerciale con esse ma questa mossa non solo si rivelò fallimentare ma provocò anche la reazione a livello legale di Red Hat, un ulteriore capitolo in questa già complessa vicenda.

Dulcis in fundo, l’ultima sentenza ha stabilito che Novell è proprietaria di Unix, di conseguenza SCO non poteva rivenderne la licenza d’uso, finendo per rendere ancor più delicata la situazione finanziaria di SCO.

Nel mettere in vendita i beni relativi a Unix, SCO dichiara che questi sono liberi da qualsiasi vincolo legale connesso alla procedura di amministrazione controllata perciò se siete interessati a qualche software Unix appartenente a SCO potete provare a fare un’offerta. 😉

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